Stati generali del malato oncologico Stampa E-mail

Gli Stati Generali dei Malati, Ex Malati e familiari di malati di tumore sono un'occasione di confronto corale, voluta dalla LILT, nella convinzione che solo dalla collaborazione di tutte le parti coinvolte si possano trarre nuove forze e si possano affinare gli strumenti per vincere la lotta contro tutti i tumori. Essi costituiscono uno spazio di confronto tra operatori e malati per tracciare insieme nuove strade da percorrere nella lotta contro i tumori.

L'esigenza di promuovere questo dialogo tra le parti nasce dalla consapevolezza che il cancro è diventato ormai un problema di carattere sociale, poiché coinvolge ogni anno un numero crescente di persone. Il dibattito puramente medico-scientifico in questo scenario diventa insufficiente per dare risposte. E' necessario sviluppare un'attenzione particolare alla sfera dei bisogni, delle paure, prestare cura al fondamentale processo di reinserimento sociale di chi è colpito dal cancro e creare le condizioni perché sia rispettata la libertà di chi si ammala.

I malati, infatti, non possono essere considerati esclusivamente oggetti a cui indirizzare le cure mediche, ma sono principalmente individui che, dal momento della diagnosi, hanno bisogno anche di un supporto psicologico ed umano.

Gli Stati Generali sono un momento fondamentale anche per i medici che hanno la possibilità, ascoltando la testimonianza dei pazienti e dei loro familiari, di riflettere su altri aspetti della loro professione.

La prima edizione degli Stati Generali si tiene in Francia nel 1998. In Italia la LILT si fa promotrice dell'evento per aprire anche nel nostro paese un confronto ampio e continuo su questa malattia. L'iniziativa a carattere nazionale è ormai alla IV edizione, la prima nel 2002 a Lecce, a seguire a Forli’, Agrigento e Verona, e riscuote ogni volta un ampio successo centrando l'obiettivo principale che è il confronto e dimostrando che i malati, gli ex malati e i loro familiari hanno una voce viva che deve essere ascoltata da parte di medici, politici, ricercatori e amministratori.

Le innumerevoli testimonianze raccolte in ogni occasione hanno permesso di venire a conoscenza delle realtà in cui vivono le persone colpite dalla malattia, radicando nel profondo la convinzione che nessuna decisione possa essere presa prescindendo dai reali bisogni di tutti gli attori presenti sulla scena.

I malati hanno imparato ad esprimere le loro necessità, a tirar fuori senza imbarazzi le loro paure, hanno acquisito la consapevolezza di dover pretendere che sia loro riconosciuto il diritto ad una vita dignitosa. I medici hanno compreso meglio come indirizzare il loro lavoro e capito cosa chiedere alle istituzioni.

E ognuno a suo modo continua la sfida contro il cancro.

 
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